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Coaching

Coach e carrozze
Come mai il "coach" si chiama così. Perché la stessa parola sta ad indicare la "carrozza" di un treno?
Questo termine deriva da "Kocs", il nome di una piccola città ungherese a nord-ovest di Budapest dove fabbricavano carrozze note per la loro buona qualità. Da qui il collegamento ad un più veloce, comodo e buon metodo per arrivare a "destinazione". Il "Coach".
Il termine inglese "coach" oppure il verbo "to coach", nei dizionari riportano rispettivamente le seguenti definizioni: "carrozza, pullman, vettura"; "andare in carrozza, andare in pullman, prendere o dare lezioni private, allenare".
Realmente poco hanno a che fare col reale significato dell'attività di un Coach.
Il ruolo del Coach viene svolto con un metodo/approccio che permette al "Coachee" (così viene chiamato il Cliente del Coach) di raggiungere un obiettivo/scopo attraverso la scoperta delle proprie potenzialità, delle quali molto spesso non né è assolutamente a conoscenza, attraverso la consapevolezza, il senso di responsabilità e la volontà. Non da meno, però, attraverso l'autostima.
Permette il raggiungimento di uno scopo tramite la valorizzazione del potenziale che ciascuno ha.
E' applicabile sia nel mondo dello sport, che in quello professionale.
Provate ad immaginare se l'allenatore di un campione olimpionico o di una squadra campione del mondo è, o potrebbe definirsi, più bravo del campione o di tutta una squadra messa insieme. Raramente! Per non dire mai!
Allora, che cosa permette ad un campione o una squadra di vincere? O di raggiungere livelli di performance neanche lontanamente immaginabili?
Il "coaching" permette il raggiungimento di alti livelli di performance, nel totale rispetto delle caratteristiche di ciascun individuo.



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