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Comunicazione

Sui dizionari o in internet troverete definizioni molto noiose tipo:

dal latino "communicare", da "communis" = comune; "far conoscere", "far sapere", "diffondere", "rendere comune". Ma anche "condividere", "trasmettere pensieri, sentimenti e simili"; oppure "cum" = con, e "munire" = legare, costruire; e, sempre dal latino "communico" = mettere in comune, far partecipe.

Definizioni alquanto limitative.
Cosa ci comunicano le persone quando ci parlano (ma anche quando stanno zitte)?
Provate a fare così: ricordare un evento recente. Magari eravate nella saletta d'attesa di un vostro probabile cliente; oppure eravate in treno o in metropolitana. Magari eravate dal dentista oppure al supermercato a far la spesa.
Vi ricordate qualcosa di particolare? Il colore delle poltrone, la pianta finta all'ingresso, la maniglia alla quale vi tenevate sulla metro, il rumore del trapano oppure il freddo del metallo del carrello della spesa?
Cosa avete percepito in quel momento? Eppure erano oggetti "inanimati"? Come hanno fatto a "comunicarvi" qualcosa degli oggetti "inanimati"?
Caspita, allora vuol dire che è più importante, ha più effetto, chi "riceve" una comunicazione piuttosto di chi o cosa la "emette"?
Si, perché il ricevente è colui il quale dà un valore, un significato, a ciò che gli "arriva".
E quante volte qualcuno vi ha rifilato la solita inquietante e noiosa frase "te lo avevo detto!" Ma, se avessero ragione? Se realmente ce l'avessero detto e non avessimo ascoltato? Oppure non l'hanno detto e stanno cercando di fregarvi? Con la comunicazione si può ottenere pressoché tutto.

Stiamo attenti a ciò che diciamo ed a ciò che ci dicono! Ascoltiamo. Ascoltiamo anche noi stessi.



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